Alberto Di Chiara: Gasperini fa sentire protetti i suoi calciatori
Alberto Di Chiara, ex calciatore e attuale opinionista televisivo, è intervenuto in esclusiva nella trasmissione Amore Giallorosso, condotta da Francesco Goccia e Marianna Monello con l’autore Marco Emberti Gialloreti su T9 (Ch.17).
Alberto qual è la tua idea riguardo i tanti errori arbitrali che stiamo vedendo, in generale nel nostro campionato ma in particolare che stanno penalizzando la Roma?
“Non c’è equità di giudizio e secondo me se ripartiamo dalle basi, vediamo come tutto sia sbagliato: dall’applicazione dei regolamenti, all’ utilizzo del Var. I metri di giudizio sono completamente sfalzati e cambiano di partita in partita anche se poi, le situazioni di gioco sono le stesse e questo non va bene.
Hanno snaturato un po’ il calcio che è uno sport in cui ci sono i contatti ma se ogni volta, questi vengono giudicati in maniera differente, diventa tutto illogico e incomprensibile.
Io penso che se a decidere fosse solamente l’arbitro, queste situazioni un po’ dubbie o differenti tra di loro, potrebbero anche essere comprensibili e in parte giustificate perché in campo si possono anche confondere alcune cose ma se tutto questo avviene con la visione del Var fa ancora più rabbia.
Credo che al di là del discorso Roma che senza ombra di dubbio ha subito dei torti, questo è un discorso che va analizzato in maniera generale. La classe arbitrale quest’anno è sotto accusa per il fatto di non avere un metro di giudizio equo, nonostante la presunta tecnologia, che secondo me viene usata in maniera sbagliata”
Zibi Boniek, intervenuto da noi qualche settimana fa, ha fatto due provocazioni sull’attuale calcio moderno. Intanto sull’utilizzo del Var perché ci sono casi e situazioni che vanno riviste, vedi la non possibilità di rivedere alcune cose come ad esempio l’espulsione provocata da Bastoni contro la Juventus o la giocata che ha penalizzato la Roma a Como con l’espulsione di Wesley… e la seconda sulla facilità con cui i calciatori si lasciano cadere. Oggi hanno tutti fisici da gladiatori ma appena vengono sfiorati, in alcuni casi neanche quello, si buttano per terra e cercano sempre di ingannare arbitri e avversari…
“Il discorso di Boniek è giusto perché è chiaro che il VAR, per essere credibile, deve essere utilizzato nella maniera giusta. Ci sono state situazioni in cui il VAR è intervenuto e invece non avrebbe dovuto farlo ed altri dove al contrario non lo ha fatto perché ci sono i famosi protocolli che glielo impediscono. Secondo me il VAR deve intervenire su tutto, anche se c’è un calcio d’angolo che non viene visto dall’arbitro perché poi da quella situazione magari può scaturire un gol. Poi magari è intervenuto in situazioni banali come ad esempio un contrasto a centrocampo. Ci sono stati dei gol annullati per cose accadute cinque minuti prima, all’inizio di un’azione, sono cose a volte senza senso. Il VAR dovrebbe intervenire soprattutto dalla trequarti di campo in su, dove ci sono quelle azioni decisive che possono portare ad un gol e poi, cambiare il regolamento dei falli di mano, se sono volontari o meno perché i difensori non sanno più come difendere, come devono intervenire.
Si vanno a contestare calci di rigore per dei pestoni che ai tempi miei o anche di Boniek non venivano sanzionati: in alcuni casi il difensore che colpisce il piede dell’attaccante nel momento dell’intervento viene punito con il rigore, altre volte addirittura con un fallo a favore. C’è molta confusione nell’applicare dei protocolli che dovrebbero essere snelliti. Sembra che chi ha fatto i regolamenti non ha mai messo piede su un campo da calcio”
Il regolamento prevede che in caso di rosso il VAR possa intervenire ma non si capisce perché in caso di un secondo giallo, che dà comunque luogo ad una espulsione non lo possa fare. Di fatto questa situazione è accaduta a Como con Wesley, dove tra l’altro c’era anche la possibilità di un eventuale scambio di persona.
“Questo episodio identifica tutto ciò che si è detto fino adesso, in quel caso lì ci vuole anche un po’ di buon senso. Ci sono 7-8 arbitri che sono in contatto tra campo e VAR e anche se ci fosse un protocollo che impedisce la chiamata, basterebbe una semplice comunicazione per dire, guardate che c’è stato un errore, vai a rivedere bene l’azione e invece non c’è nemmeno quella. Basterebbe poco per far si che un errore grossolano come quello accaduto a Como possa essere evitato”
Le dichiarazioni dell’AIA invece ci hanno addirittura detto che quello su Wesley è stato un giudizio corretto da parte di arbitro e Var…
“Infatti alla fine diventa anche inutile protestare quando ci sono delle risposte del genere. Io credo che comunque farsi sentire è importante per far sì che tutto questo venga cambiato, perché stanno trasformando uno sport come il calcio in un esempio troppo negativo e condizionano anche il modo di giocare dei giocatori stessi. Tornando alle simulazioni, non voglio per carità giustificarle e neanche essere frainteso, però nell’ambito calcistico la “famosa furbata” c’è sempre stata, fin dagli anni di Piola che faceva il gol con la mano e non te lo veniva certamente a dire. Prima non si sapeva mentre oggi con il VAR questo può essere evitato, basta rivedere le immagini e sanzionare con un cartellino giallo o con un’espulsione il calciatore. Sulla questione dei cartellini gialli devi poter intervenire su tutti e due, anche perché il primo poi ti condiziona la partita, soprattutto se lo fa un difensore che poi è condizionato nella marcatura di un attaccante. Non ci può essere un protocollo che impedisca al VAR di intervenire”
Tornando alla Roma, cosa sta succedendo secondo te alla difesa, impenetrabile per buona parte della stagione, addirittura la migliore d’ europa per tanti mesi e che invece oggi, sembra diventata quasi un punto debole?
“Ci sono dei cali fisiologici che possono comprendere più o meno un reparto. Gasperini è sempre stato un fautore, al di là della sua grande capacità di preparare bene la squadra, sia a livello fisico che mentale di un atteggiamento della sua squadra che deve sempre imenre concentrata fino alla fine della partita sia in attacco che in difesa.
Senza dubbio la Roma ha avuto un calo perché ha preso dei gol evitabilissimi e molto probabilmente in questa fase, Gasperini deve lavorare un po’ di più e la sua esperienza in questo momento è importante”
Vorrei un tuo parere sul silenzio della società che continua a subire dei torti ma sembra, almeno all’apparenza che non voglia reagire…
“Non saprei darti un giudizio perché questo dipende molto da chi sta all’interno della società. Io non so sinceramente, se c’è una persona che si occupa di questo, che possa prendersi la responsabilità di intervenire a livello comunicativo. Per questo non posso giudicare più di tanto ma è chiaro, che negli ultimi anni, prima con Mourinho e adesso con Gasperini la Roma ha subito molto. Entrambi hanno fatto sentire la loro voce e lo hanno fatto in maniera forte a difesa della squadra. Rimanendo su Gasperini, lui è uno che negli anni proprio per il suo modo di rispondere in maniera forte e piccata, di buttare molto spesso anche veleno è risultato antipatico. Secondo me lui fa bene a fare quello che fa, prima di tutto perché è un allenatore che non ci sta a perdere e poi perché difende sempre i suoi giocatori che in questo modo, si sentono sempre protetti. Detto questo, per tornare alla tua domanda e al motivo per cui la società non si fa sentire, non saprei darti un giudizio; magari può essere anche una strategia perché hai un allenatore come Gasperini che nella comunicazione ha sicuramente voce in capitolo e la società sa che le sue parole arrivano comunque a chi di dovere. Può essere questa una spiegazione”