Giugno 15, 2026

di Giorgio Martino

SIC ET SIMPLICITER – La situazione, dopo l’insolita vittoria a Parma nel recupero, era chiara e semplice: la Roma avrebbe dovuto vincere tutte le partite che restavano e sperare che Como e Juventus inciampassero o addirittura il Milan tracollasse. E’ successo tutto questo.

GRAZIE ASCIONE – Un ringraziamento particolare va fatto a Maurizio Ascione il magistrato della Procura di Milano che conduce l’indagine sul mondo degli arbitri e sul sistema di condizionamento degli addetti al Var. Da quando è stato spazzato via il designatore Rocchi, è crollato il numero di equivoci sulle interpretazioni e il finale di campionato è filato con una regolarità che mancava da anni. Non c’è prova contraria ma piò non essere un caso che per un soffio non siano entrate in Champions Juve e  Milan invece di Rona e Como.

24 MAGGIO – Dopo la serie delle famose “giornate radiose” il 24 maggio 1915 l’Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale e dal Veneto i suoi primi fanti mossero verso il confine. Esattamente 111 anni dopo, passando da un drammatico scenario bellico, ad uno gioiosamente sportivo, la Roma in Veneto ha ottenuto la qualificazione per la Coppa europea più prestigiosa. C’è sempre un po’ di Verona nei momenti più belli della Roma: c’era il grande portiere e grande uomo Guido Masetti nel primo scudetto. C’era un altro portiere e un altro grande amico, Luciano Tessari, al fianco di Liedholm nel secondo scudetto. C’era uno dei più seri professionisti della Roma, Damiano Tommasi, oggi Sindaco di Verona, nel terzo scudetto.

LA SOLITA DOMANDA – A costo di essere ripetitivi non possiamo fare a meno di riproporre la solita domanda a cui nessuno sa (o vuole) rispondere: se, come ha ribadito prima e dopo Verona, Gasp si ritiene fortunato per aver trovato dei calciatori uniti da un grande spirito di gruppo con i quali ha potuto stabilire un feeling immediato e cooperativo, perché ha continuato a lamentarsi dal 19 luglio, giorno della prima amichevole a Trigoria contro il Trastevere, fino alla cacciata di Ranieri?

LA NUOVA DOMANDA – E perciò facciamo una nuova domanda: ma allora che cosa gli dava fastidio: il gruppo di giocatori che gli avevano messo a disposizione o la presenza di Massara e Ranieri a Trigoria?

IL SOSPETTO – Il sospetto che il vero problema fosse proprio quella presenza ritenuta scomoda da Gasp, arriva da un articolo del Corriere dello Sport che potrebbe aver superato il limite della decenza scrivendo che da un giorno all’altro (cioè quando fu cacciato Ranieri) a Trigoria “smisero i freddi rancori e le sibilanti tresche, lo sbattere astioso di ciglia e gli attacchi di bile”. Chi aveva freddi rancori? E contro chi? Chi ordiva sibilanti tresche? E contro chi? Perché solo allora “tutti cominciarono a pregare e a calciare nella stessa direzione”? C’erano dei giocatori che remavano contro? Chi lavorava nel “buio e l’agonia della miniera col presentimento delle frane”? Perché Trigoria diventò di colpo un diamante luminoso e luogo di devozione? Al di là dell’uso temerario della lingua italiana in generale e dei verbi in particolare, non si può tirare il sasso e nascondere la mano: veramente il giornale ha le prove che Ranieri e Massara stessero tramando contro Gasperini freddamente con sibilanti tresche? Veramente c’erano calciatori che calciavano dalla parte sbagliata? Ma, forse, c’è già qualche spiegazione nel finale di uno dei pezzi più smaccatamente adulatori e intrisi di piaggeria della storia del giornalismo, quando si dice che Gasp non guarda in faccia a nessuno, non si ferma davanti a nulla e gli altri non sono nemici ma sono ostacoli da rimuovere come ha imposto alla proprietà texana: prendere o lasciare essendo pronto ad andarsene il giorno dopo.

DRITTI ALL’INFERNO – Anche se è un peccato mortale criticare Gasp diciamo che Ghilardi centrale e Ziolkowski entrato e uscito in 20’non sono mosse da grande condottiero e modellatore di formazioni.

30 MILIONI – Al di là delle fantasiose ricostruzioni di certa stampa adulatoria affetta da piaggeria cronica, il beneficio immediato per il bilancio della Roma con la Champions invece dell’Europa League è 28,8 ml: 43,5 contro i 4,7. Un altro miglioramento verrà dai premi per le partite vinte che, però, vanno vinte. Per gli incassi più che il solito tutto esaurito i tifosi non potranno fare. A meno che Dan non aumenti i prezzi….

FUORI DAL CORO – Questa rubrica resta coerentemente fuori dal coro dei santificatori che chiedono la beatificazione immediata di Gasperini e ricorda certi suoi atteggiamenti verso alcuni calciatori. Pellegrini: gli fece sapere in conferenza che avrebbe dovuto trovarsi una squadra. Comparve il 4 settembre nell’amichevole col Roma City a Trigforia. Tornò in prima squadra il 21 settembre nel derby da lui risolto. Pisilli: ai margini per sei mesi e ceduto al Genoa ma fermato per coprire momentaneamente l’assenza di El Haynaoui per la Coppa d’Africa.                                                                                                                                                              Ferguson: umiliato pubblicamente con l’affermazione “Tra Ferguson e Dybala, Dybala tutta la vita”.                                   

Dovbik: giudizi sempre pesantemente negativi.                                                                                                                            Ghilardi e Ziolkowski: nel gruppo dei rinforzi per la Primavera o la futura Under 23. Spesso strapazzati. Baldanzi: costretto a fare il falso 9 contro difensori grossi il doppio di lui.                                               Venturino: mandato allo sbaraglio nella partita emotivamente più complicata a Genova contro il suo Genoa, Robinio Vaz: messo da parte dopo il gol-vittoria contro il Lecce a marzo.       

MALEN – Per denigrare Massara qualche cantastorie racconta che il centravanti sia stato preso da Gasp direttamente al di fuori del lavoro del ds. Ovviamente non è così e lo ha confermato, involontariamente, lo stesso allenatore intervenuto ad un podcast col suo ex giocatore olandese dell’Atalanta De Roon a cui ha confessato di aver chiesto informazioni sul connazionale. Chiaramente qualcuno in Società gli aveva fatto l’ipotesi Malen diventato disponibile, addirittura in prestito dopo che Unai Emery gli aveva preferito Ollie Watkins come centravanti dell’Aston Villa. Già si era intuito nell’amichevole del 6 agosto in cui la squadra inglese aveva battuto la Roma 4-0: allora giocò Watkins nel 1° tempo e Malen nel 2° e segnarono entrambi.                                        

LA MEGLIO GIOVENTU’- Le turbolenze di Gasp sembra siano arrivate fino al Settore Giovanile. Da mesi la Roma cerca di un nuovo responsabile. Prima aveva contattato Ruggero Ludergnani del Torino. Poi è stato vicino a Trigoria Massimo Tarantino che sembrava essersi accordato, ma su suggerimento di Gasperini la Roma ha virato sun Michele Sbravati della Juve, che il tecnico lo conosce molto bene e ha avuto dei contatti diretti. Però Sbravati avrebbe declinato l’offerta della Roma preferendo l’Atalanta. Intanto non è stato rinnovato alcun tipo di rapporto con Bruno Conti, e con una sensazione di totale abbandono, nella indifferenza generale, Primavera è stata eliminata prima ancora di arrivare alla fase finale.                                                                         

Ricordiamo come promemoria che il vivaio ha sfornato a ripetizione campioni fatti in casa: Guarnacci e De Sisti, Orlando e Menichelli, Ginulfi e Peruzzi, Cardarelli e Desideri, Rocca e Peccenini, Spinosi e Petruzzi, Di Biagio e Di Mauro, Chierico e Scarnecchia, Cappioli e Muzzi, Impallomeni e Maini, Di Carlo e Tovalieri, Liguori e Landini, Giannini e quattro Pellegrini, Ugolotti e Baldieri, Conti e Di Bartolomei, Righetti e Statuto, D’Agostino e Curci, Okaka e Politano Totti e De Rossi, Aquilani e Florenzi, Scamacca e Romagnoli, Frattesi e Calafiori, Zalewski e Pisilli. Sono solo alcuni dei ragazzi tutti nati a Roma scoperti cresciuti e valorizzati qui.

LE INCONGRUENZE – L’anomalia di un d.s. presente ma sfiduciato dal tecnico a cui è permesso tutto si scontra con le continue rivelazioni mediatiche di profili di calciatori che spuntano ogni giorno. Ma chi li tratta? Chi li valuta? Chi ne stabilisce la fattibilità economica? Ma i giornali sono sicuri di avere lettori così creduloni da non accorgersi della continua mistificazione che viene fatta loro? Finché dura fa verdura.

POVERO CALCIO – Alla fine della fiera, a Milano dove presiede a via Rossellini la Lega di A, Ezio Maria cioè Simonelli ha, forse, fatto più danni perfino di Gravina che, pure, ci ha messo tanto del suo. Il calendario fatto coi piedi, le concomitanze ignorate, l’idea di far giocare in Australia Milan-Como, i derby di Roma e Torino collocati a cavolo di cane, l’arroganza esibita contro le altre Istituzioni, hanno fatto sprofondare la credibilità e l’immagine del calcio già crollate per le tre mancate qualificazioni mondiali della Nazionale a cui lo stesso Ezio Maria aveva negato anche due giorni di stage prima degli spareggi.

CAMPIONATI FALSATI – Checché ne dica Ezio Maria quello italiano è il campionato più falsato che ci sia. Questo e quelli che lo hanno preceduto sotto la gestione del “Sistema Ta-Rocchi”. Dalle rivelazioni di ex arbitri allontanati dalla professione, è emerso che le valutazioni, designazioni, promozioni, esclusioni erano sempre pilotate. Le difformità nell’applicazione del regolamento, gli interventi fatti o mancati del Var, gli errori di campo corretti o lasciati con la plateale evidenza delle immagini, hanno orientato i risultati di un numero enorme di gare, regalando o sottraendo punti a casaccio a molte quadre. C’è anche il sospetto di manomissione delle immagini mostrate al pubblico anticipando o ritardando di qualche frame l’episodio.

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