La scelta sbagliata
di Giorgio Martino
Non è la prima volta che Dan Friedkin fa la scelta sbagliata, anzi, si può dire che la sua presidenza si è sempre sviluppata attraverso scelte sbagliate, dalla decisione di non rivolgersi mai direttamente ai tifosi in particolare o all’opinione pubblica in generale, all’assunzione di direttori sportivi inadeguati e incompetenti come Pinto e Ghisolfi, e di dirigenti apicali incapaci di gestire una situazione finanziaria sempre precaria tra l’incapacità di reperire nuove risorse per rendere solida e competitiva la Società e i mancati adempimenti del Settlement Agreement firmato dallo stesso Dan.
Perfino più gravi le scelte sbagliate sul piano tecnico che hanno impedito alla squadra un cammino regolare e un qualsiasi sviluppo di progettualità: tre gli errori fondamentali a cominciare dal licenziamento di Mourinho che pure aveva subito stabilito una forte empatia ambientale con la città e la tifoseria riportando la gente allo stadio con entusiasmo e “tutto esaurito” a ripetizione, ma che chiedeva una più vicina e intensa esposizione “politica” contro ripetuti torti e ingiustizia in Italia e all’estero.
Poi ha proseguito con Daniele De Rossi, a cui aveva appena fatto firmare un contratto di tre anni, mandato via perché ritenuto “troppo giovane per vincere quei trofei che la Roma avrebbe conquistato quell’anno” secondo le parole di un comunicato ridicolo più che banale con cui affidava la squadra a Juric.
L’ultima scelta sbagliata è quella di venerdì scorso con la rinuncia alla persona che aveva salvato squadra e Società dal baratro cui era stata spinta dalle scempiaggini di proprietari e dirigenti inetti e impreparati.
Dan Friedkin ha sempre penalizzato e avversato la romanità, sia quella acquisita di Mourinho entrato in piena sintonia, sia quella naturale per nascita e appartenenza di De Rossi e Ranieri. Stavolta ha preferito una delle persone, nel mondo del calcio, più lontane da Roma e dalla Roma.
Rimandiamo analisi e approfondimenti al prossimo numero, perché, come vedrete, questo si riferisce alla scorsa settimana ma esce col ritardo della perdita di tempo con cui la Società ha rimandato il comunicato ufficiale. Tuttavia non è differibile il rammarico per questa ennesima scelta sbagliata di Dan Friedkin aggravata dall’inaccettabile atteggiamento di Gasperini che ha continuato nella conferenza stampa a chiamarsi fuori volendo far credere di cadere dalle nuvole e di essere all’oscuro di tutto. Anche il più fariseo dei giornalisti dovrebbe rendersi conto di questa inammissibile e intollerabile ipocrisia.