Gennaio 22, 2026

Amarcord – 2 gennaio 1983

Domenica 2 gennaio 1983 allo stadio Olimpico alle ore 14:30 si gioca Roma-Genoa, partita valida per la quattordicesima giornata di campionato.

La squadra ospite scende sul prato dell’Olimpico con le migliori intenzioni ma non può nulla contro lo strapotere giallorosso; la Roma vuole ricominciare a correre dopo il buon punto guadagnato ad Avellino e per farlo ha un solo risultato utile, la vittoria.

Nils Liedholm schiera la seguente formazione: Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao Maldera, Conti, Prohaska, Pruzzo, Di Bartolomei, Iorio.

Dopo appena due minuti, Conti spedisce in area un pallone verso Maldera, il difensore Corti, preoccupato dall’arrivo dell’esterno giallorosso, nel tentativo disperato di intervenire, tocca il pallone e lo devia in maniera maldestra verso la propria porta. Non può nulla Martina e la Roma quando sono trascorsi pochi istanti dall’inizio della gara è già in vantaggio 1-0.

Poco dopo, Bruno Conti in dribbling ubriaca l’intera retroguardia genoana, cambia lato del campo per Nela che controlla ed effettua un tiro cross che viene bloccato da Martina.

È ancora il numero sette della Roma a rendersi protagonista di una bella giocata personale, passaggio smarcante per Pruzzo che calcia ma non inquadra la porta.

La squadra di Liedholm è padrona del campo e assedia la compagine rossoblù; Di Bartolomei serve Ancelotti che lascia partire un rasoterra secco e preciso con Martina che si distende e in tuffo riesce a deviare il pallone in calcio d’angolo.

Dalla bandierina va Prohaska, si accende un flipper al centro dell’area con Ancelotti che calcia verso la porta, la deviazione con la testa di Pruzzo che si trova sulla traiettoria, termina di poco larga alla destra di Martina. 

I ragazzi giallorossi non si fermano e vanno ancora una volta vicini al raddoppio: punizione di Conti che tocca il pallone a Di Bartolomei, il tiro è forte ma centrale e viene respinto con i pugni dal portiere ospite. 

Al 32’ arriva la prima timida risposta del Genoa con Antonelli che quasi sulla linea di fondo campo, tenta una debole conclusione che non impensierisce Tancredi e si spegne sull’esterno della rete.

Al 38’ Di Bartolomei con un tocco di esterno destro, libera Pruzzo in piena area di rigore, il Bomber è tutto solo e ha anche il tempo di guardare la porta ma il suo diagonale finisce incredibilmente largo.

Al 45’ arriva il triplice fischio dell’arbitro Casarin che manda le squadre al riposo con la Roma in vantaggio per 1-0.

Al 47’ calcio di punizione conquistato dalla Roma: tocco di Conti verso Di Bartolomei che lascia partire un bolide terra-aria, il pallone supera l’incolpevole Martina, si spegne sotto la traversa e regala il 2-0 alla squadra giallorossa.

Il gol subito, scuote finalmente il Genoa che ci prova con un rasoterra di Viola che viene respinto da Tancredi che come al solito, si fa trovare pronto nonostante tanti minuti di inattività.

La Roma non vuole regalare niente e continua nella sua fase distruttiva: al 56’ azione tutta di prima che vede coinvolti Di Bartolomei -Prohaska-Iorio con il tiro del centravanti che viene respinto in calcio d’angolo da Martina.

Poco dopo magia di Pruzzo che mentre cade, riesce con la testa a servire Di Bartolomei, l’uscita disperata di Martina fa carambolare il pallone tra i piedi di Prohaska che a porta sguarnita calcia a fondo campo. 

A pochi minuti dalla fine, bolide dalla distanza di Ancelotti con Martina che tocca il pallone e riesce a deviarlo sul palo. 

È l’ultima occasione di una partita assolutamente dominata dai ragazzi giallorossi che vincono 2-0 e continuano la loro corsa solitaria in vetta alla classifica.

Roma, Stadio Olimpico – domenica 02 gennaio 1983 ore 14:30

Roma: Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera, Conti, Prohaska, Pruzzo, Di Bartolomei, Iorio. A disposizione: Superchi, Nappi, Faccini, Chierico, Tovalieri. All.: Nils Liedholm

Genoa: Martina, Romano, Testoni, Corti (58’ Fiorini), Onofri, Gentile, Viola, Benedetti, Antonelli, Iachini (58’ Briaschi), Faccenda. A disposizione: Favero, Di Somma, Moras. All.: Luigi Simoni

Marcatori: 2’ aut. Corti, 47’ Di Bartolomei  

Arbitro: Casarin di Milano

Ammoniti: Viola 

Note: Spettatori 52.539 circa di cui 34.239 paganti per un incasso di 300.120.800 lire, 18.300 abbonati per una quota partita di 248.000.000

Agostino Di Bartolomei: 

“Il gol contro il Genoa è stata una punizione perfetta, curata nei minimi dettagli, come ad esempio la richiesta di fare allontanare Romano che non era a distanza regolamentare e che si trovava proprio nella traiettoria che avevo intenzione di imprimere alla palla. Il tiro è stato davvero impeccabile come potenza e come traiettoria. Ma anche in qualche altra occasione avevamo effettuato punizioni molto belle però Martina era riuscito a cavarsela. Sul piano del gioco in proiezione offensiva siamo andati benissimo e lo dimostrano le tante occasioni da gol create ma fallite purtroppo per un soffio. Dove invece abbiamo peccato è stato in chiave difensiva: è vero che Tancredi non ha dovuto praticamente effettuare una sola parata però in due occasioni abbiamo perduto la necessaria concentrazione facendoci infilare in contropiede. Se il Genoa avesse segnato per una nostra leggerezza quando stavamo solo 1-0 forse avremmo rischiato di compromettere una partita dominata nettamente. È vero che nel primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà, forse abbiamo voluto strafare, abbiamo giocato troppo per noi stessi a scapito della squadra. Piano piano però ci siamo ripresi, finendo per ritrovare ed imporre il nostro gioco.

Abbiamo iniziato davvero bene l’anno nuovo! Tre punti sulla Juventus sono un buon margine però alla fine del campionato mancano ancora sedici partite e in un arco così lungo di impegni può succedere ancora di tutto. Senza considerare poi, che il Verona non molla ed è staccato di appena un punto: saranno le prime partite del girone di ritorno a dire se il Verona, dopo aver incontrato nell’ordine, Inter, Roma e Juventus potrà continuare ad essere considerata una candidata allo scudetto!”

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