Tanti auguri Mister Tessari
Tanti auguri a mister Luciano Tessari che compie 98 anni. Un uomo dai valori nobili, una persona squisita di quelle che hanno scritto la storia del calcio prima come giocatore, poi come allenatore e poi come addetto ai lavori. Pubblichiamo questo articolo come augurio per il suo compleanno.

Luciano Tessari, nato a San Martino Buon Albergo a Verona il 29 settembre 1928.
Gioca due stagioni in serie B a cavallo tra il 1948 e il 1950 vestendo la maglia del Verona 27 volte.
È un portiere fisicamente molto forte, agile tra i pali e come gran parte dei calciatori che ricoprono il suo ruolo, ha dentro di sè quel pizzico di pazzia che non guasta mai.
La Roma lo acquista nell’estate del 1950, gioca 23 partite ma non riesce ad evitare alla squadra la retrocessione in serie B. La stagione successiva al campionato “maledetto” passa alla Fiorentina ma con poca fortuna e al termine dell’anno torna alla Roma dove gioca 12 partite alternandosi con Albani.

Nel 1953-1954 va a giocare nel Palermo, sono 22 le presenze ma poi, torna definitivamente alla Roma dove rimane dalla stagione 1954 a quella del 1958 giocando 23 volte.
È da allenatore però che lega il suo nome ai risultati più importanti: nella stagione 1970-1971, Helenio Herrera nonostante la vittoria 1-0 in trasferta sul campo del Cagliari, viene esonerato dalla società per alcune dichiarazioni lesive nei confronti della Roma. Il comunicato del club è particolarmente duro ma anche assolutamente chiaro.
“Il consiglio d’amministrazione della AS ROMA S.p.A. riunito d’urgenza la sera dell’8 aprile 1971, constatato che l’allenatore signor Helenio Herrera si è permesso ancora una volta di ripetere pubblicamente una infamia e cioè di dichiarare a la “Gazzetta dello Sport” di Milano che la Roma nel 1942 vinse lo scudetto di campione d’Italia solo perché a quel tempo aveva per “allenatore” Mussolini: considerato che tutto ciò oltre ad essere vergognosamente falso, suona gravissima ed intollerabile offesa non solo verso i calorosi atleti che quel titolo prestigioso seppero conquistare con pieno merito, ma anche verso tutti gli appassionati sostenitori antichi e nuovi dei colori Giallorossi: considerato altresì che lo stesso signor Herrera attraverso la stampa e dai microfoni della radio italiana ha offeso e diffamato la società che lo tiene alle sue dipendenze: il consiglio, facendo sua la protesta dei vari sportivi, all’unanimità ha deciso:
1 di sospendere con decorrenza immediata il signor Elainy Herrera dalle sue funzioni di Allenatore;
2 di deferire lo stesso signor Herrera agli organi disciplinari della Figc per i provvedimenti di competenza;
3 di affidare temporaneamente le funzioni di allenatore al signor Luciano Tessari”.
A sei giornate dalla fine del campionato dunque, Luciano Tessari diventa capo allenatore della Roma e fa il suo esordio sulla panchina giallorossa, domenica 11 aprile 1971 allo stadio Olimpico contro il Catania.
La prima formazione schierata da Luciano Tessari è la seguente: Ginulfi, Liguori, Bet, Petrelli, Santarini, Salvori, Cappellini, Cordova, Zigoni, Amarildo (76’ Franzot), Vieri.
La partita è un vero e proprio trionfo, la Roma vince 5-0 grazie alle reti al 15’ di Amarildo, al 42’ di Zigoni, al 46’ di Vieri, al 50’ di Cappellini e al 78’ ancora di Zigoni su calcio di rigore.
Il suo score al termine della stagione è di 2 vittorie (Catania, Napoli), 3 pareggi (Bologna, Torino, Milan) e 1 sola sconfitta (Verona).
È nel 1979 però che compie il suo capolavoro più bello ed importante, quando su richiesta dell’ingegner Dino Viola, riesce a convincere dopo una lunga estate, il mister Nils Liedholm ad accettare la panchina giallorossa.
Il presidente Viola infatti, forte di una promessa ottenuta dal barone anni prima, decide di puntare forte sul tecnico svedese che però nel frattempo, vince lo Scudetto della stella con il Milan. Questo trionfo però, mette a serio rischio il ritorno di Liedholm nella capitale, perché il Barone, non vuole “tradire” i rossoneri proprio in un momento tanto festoso.
Una frase pronunciata da Luciano Tessari, quando tutto sembra ormai perduto, cambia però la storia della Roma: “Mister vuole mettere? una cosa è vincere lo scudetto con il Milan o con la Juventus; una invece, è farlo con la Roma. C’è un fascino e una sua storia che è totalmente diversa”.
Liedholm è colpito nell’orgoglio, capisce che quelle parole dette dal suo fido scudiero, Luciano Tessari sono piene di verità e anche d’amore e allora… decide di accettare e dare seguito alla promessa fatta al Presidente Viola.

È il momento più importante della storia della Roma che cambia decisamente pelle; da quel momento in poi, si inizia a costruire una squadra che rimarrà nella storia, come quella più bella di sempre.
Arrivano giocatori importanti e proprio Luciano Tessari è l’artefice principale dell’arrivo nella capitale del calciatore più forte e completo in assoluto, quello che cambia radicalmente la mentalità della Roma e dei romani: Paulo Roberto Falcao.
Mister Liedholm gli chiede di andare a visionare il brasiliano durante un torneo estivo che l’Internacional di Porto Alegre gioca in Spagna.
Luciano prende l’aereo, arriva allo stadio e va a ritirare la distinta della partita in sala stampa per poi sedersi sugli spalti e vedere le gesta di questo calciatore:
il primo tempo di Falcao però, non è particolarmente incoraggiante, il brasiliano tocca pochi palloni e soprattutto, il suo modo di stare in campo sembra ben lontano da quello di un campione che ti deve fare la differenza.
Per questo all’intervallo, Tessari torna in sala stampa per valutare se potevano esserci stati degli errori sul numero di maglia, gli sembra troppo strano che un istrione come Liedholm gli ha fatto fare tutti quei chilometri per visionare un calciatore così “normale”.
Parlando con alcuni addetti ai lavori brasiliani, viene a conoscenza di un infortunio che il calciatore ha subito qualche giorno prima e questo è il motivo di una prestazione così sotto tono.
Nella ripresa la musica non cambia, ritmi bassi e pochi palloni toccati…ci sono però tre giocate che cambiano la storia e che fanno luccicare gli occhi di Tessari: il mister conosce bene i campioni con la C maiuscola perché con qualcuno ci ha giocato e qualcun altro lo ha allenato.
Fa il suo resoconto sulla partita di Falcao e lo porta a Nils Liedholm: le sue parole sono chiare e importanti: “Per i novanta minuti che ho visto, il giocatore sarebbe da scartare ma all’interno di questo grigiore, il calciatore ha fatto tre cose davvero molto importanti che solo i grandi Campioni sanno fare”.
Una volta elencate le tre giocate, Liedholm lo guarda e gli dice “Ma sei sicuro che ha fatto queste cose, proprio come me le stai raccontando?”
La risposta di Tessari è ferma e decisa “Si mister ha fatto proprio questo!”
Il tecnico svedese che si fida ciecamente delle qualità di Luciano, non ha bisogno di sentire altro “Allora lo prendiamo e vinciamo lo Scudetto”.
Si forma, grazie all’intuito e alla professionalità di Luciano Tessari, un triangolo straordinario composto dal presidente Viola, il mister Nils Liedholm e il divino Paulo Roberto Falcao che regalano alla Roma anni di gloria, conditi da tre coppe Italia, uno Scudetto e una finale della Coppa Dei Campioni.
A coronario del suo amore per la città di Roma dove vive tuttora con la sua famiglia, Luciano Tessari regala a tutti i tifosi della Roma un bellissimo libro dal titolo
“La Grande Roma di Liedholm” un’opera che non può mancare nelle case dei tifosi della Roma! Grazie di tutto mister Tessari
