Luglio 16, 2024

Il Capitano giallorosso

Giuseppe Giannini, nasce a Roma il 20 agosto 1964.

Fin da bambino, la sua più grande passione è quella di giocare a pallone, lo fa ovunque e soprattutto con qualsiasi cosa; spesso i palloni sono veri ma altre volte, sono inventati e costruiti al momento con dei pezzi di carta arrotolati, avvolti da uno scotch adesivo.

Gioca per strada, il marciapiede davanti casa, adiacente al negozio di calzature dei suoi genitori è il posto più gettonato; ma lo è anche la parrocchia di San Giuseppe dove le partite con i suoi amichetti sono interminabili.

Firma il suo primo tesseramento con la squadra del Frattocchie dove rimane a giocare per diversi anni, fino a quando un bel giorno, durante un torneo vinto in finale a Ciampino, contro l’Almas, Giannini segna due gol e viene notato da Krieziu, ex calciatore della Roma campione d’Italia ‘41-’42. In quel periodo, l’ex calciatore giallorosso è osservatore per la Roma ma anche dirigente per la storica società dell’Almas.

Bastano poche parole tra i due e Giannini a 14 anni, passa all’Almas dove trova come allenatore, un altro ex calciatore della Roma, Amos Cardarelli: resta però un solo anno perché le sue prestazioni sono eccellenti e le sue movenze in campo, non passano inosservate ai dirigenti delle grandi squadre italiane.

Durante un torneo, viene visionato da Luciano Tessari, che in quel momento, lavora insieme a Nils Liedholm nel Milan: Giuseppe nella società romana, gioca da centrocampista avanzato e le sue qualità, lo portano molto spesso a giocare vicino alla porta e a segnare tanti gol. 

Proprio questa caratteristica, convince Tessari a portarlo, insieme ad Eritreo, un altro ragazzo promettente, a Milano per un provino che Giuseppe supera a pieni voti, tanto da scomodare addirittura un campionissimo come Gianni Rivera che per cercare di convincerlo, ad accettare la corte e le avance rossonere, gli regala una sua maglia e subito dopo, lo accompagna in sede per mostrargli i tanti trofei vinti dal Milan.

Sembra tutto fatto, Giannini è ad un passo dal firmare con la società rossonera, ma c’è una telefonata che arriva nei tempi giusti e che blocca questa trattativa: è quella di Giorgio Perinetti che, venuto a conoscenza di questi ragazzi, chiama direttamente il presidente dell’Almas e gli chiede di far fare un provino a questi due calciatori anche con la Roma.

La settimana successiva, Giuseppe entra per la prima volta a Trigoria: sa che deve fare un provino ma non sa cosa lo aspetta. Inizia la sua camminata nel corridoio che porta allo spogliatoio e incontra quelli che da anni sono i suoi beniamini, Romano, Turone, Spinosi… Giuseppe non crede ai suoi occhi, è un giovane ragazzo che tifa Roma da sempre e che sta per fare un provino con la squadra del suo cuore.

Lui ancora non lo sa, ma il pomeriggio sta per diventare ancora più bello e straordinario: inizialmente pensa di dover svolgere un semplice allenamento con i suoi coetanei ma qualche istante dopo, realizza cosa realmente gli sta per succedere… è giovedì e in quegli anni, quello era il giorno in cui la prima squadra giocava una partita amichevole contro una squadra mista, formata dalle riserve e da qualche giovane della primavera.

Giuseppe deve fare il suo provino e si ritrova catapultato in campo, non con i ragazzi della sua età ma addirittura con quelli che lui ha sempre visto sull’album delle figurine e per cui ha sempre tifato. 

Si spoglia e tra emozioni che sono indescrivibili, scende in campo: gioca 45’ e il suo compagno di reparto è Benetti che gli dà consigli su come muoversi, su come toccare il pallone. 

Il provino è superato a pieni voti ma prima di poter indossare la maglia giallorossa, c’è da terminare la stagione in corso e così Giannini torna all’Almas e gioca le ultime partite con la società che di fatto, gli ha permesso di mettersi in mostra e realizzare il suo sogno calcistico.

A giugno, quando va a Trigoria, si aspetta di conoscere le date di inizio stagione che solitamente, sono a settembre e invece ha subito una sorpresa che gli riempie di gioia il cuore. Giuseppe, che non ha ancora compiuto 16 anni, è aggregato alla prima squadra che dovrà essere presentata nella sede del Circo Massimo e soprattutto dovrà partecipare al ritiro con la Roma a Riscone di Brunico. 

Comincia così, nella stagione ‘79-‘80 la sua avventura giallorossa, con al fianco giocatori come Rocca, Spinosi, Turone, Di Bartolomei, Conti, Pruzzo… idoli indiscussi e protagonisti nell’immancabile album delle figurine. 

Subito dopo il ritiro estivo, torna nella capitale e durante la settimana si divide tra prima squadra e giovanili. Giannini si allena con i grandi pero poi, quando la squadra deve preparare nel fine settimana la partita, passa con i suoi coetanei ed è allenato proprio da quello, che durante il provino, era stato il suo compagno di reparto. Romeo Benetti infatti, ha smesso la sua attività da calciatore ed è stato promosso, allenatore nelle giovanili della Roma.

Il 2 agosto 1981 a Riscone, durante il ritiro precampionato, si gioca l’amichevole tra la Roma e il Brunico. Per molti, questa partita non significa nulla ma nella storia della Roma invece, diventa una data da ricordare per due motivi, uno sicuramente bello perché arriva il primo gol in assoluto, anche se in una gara amichevole di Giuseppe Giannini e il secondo invece, è decisamente più triste perché a fine partita, Francesco Rocca dopo aver subito ben cinque operazioni al ginocchio. annuncia che purtroppo alla fine di questo ritiro, lascerà il calcio giocato.

Nils Liedholm tra primo e secondo tempo, schiera due formazioni diverse. Quella che gioca la ripresa è la seguente: Superchi, Maggiora, Nela, Righetti, Marangon, Perrone, Giannini, Chierico, Birigozzi, Sorbi, Faccini. La Roma vince 5-1e Giannini realizza la quarte rete (3’ aut. Roubaker, 17’ Mairhofer, 32’ Turone, 42’ Giovannelli, 60’ Giannini, 83’ Birigozzi).

Il giorno dell’esordio in campionato con la maglia della Roma, arriva domenica 31 gennaio 1982 nella 17a giornata di serie A. 

Allo stadio Olimpico la Roma affronta il Cesena e Nils Liedholm schiera la seguente formazione: Tancredi, Spinosi, Nela, Turone, Falcao, Bonetti, Chierico, Marangon, Pruzzo, Scarnecchia, Conti.

Al 56’ Giuseppe Giannini entra in campo al posto di Scarnecchia ma il suo non è un esordio fortunato perché la Roma perde 0-1 per una rete all’86’ di Genzano.

Al termine della partita, ai microfoni dei giornalisti dichiara: “… mi dispiace moltissimo per la sconfitta, però non posso non esprimere la mia riconoscenza al signor Liedholm per la fiducia che ha avuto in me. Sono entrato in campo a freddo, però non ho avvertito né difficoltà, né emozioni: non ci fosse stata l’amarezza per il risultato, adesso sarei il ragazzo più felice del mondo”

Uno dei giocatori che crede maggiormente nelle qualità di questo giovane ragazzo romano è Paulo Roberto Falcao. Il “Divino” lo prende sotto la sua ala protettiva, lo consiglia durante gli allenamenti e spesso rimane a Trigoria anche più tempo, per fargli vedere come calciare, come toccare il pallone: lo incoraggia durante le partite e spesso lo difende, magari quando qualche giornalista, usa parole fuori posto…  

Il primo gol ufficiale con la maglia della Roma arriva il 26 agosto 1984: allo stadio Flaminio si gioca la partita Roma-Padova, valida per la seconda giornata del girone di qualificazione di coppa Italia.

La formazione giallorossa è la seguente: Tancredi, Lucci, Righetti, Buriani, Nela Maldera, Di Carlo, Cerezo, Graziani, Giannini, Antonelli.

Al 6’ su cross dalla destra di Lucci, sponda di testa di Antonio Di Carlo verso Giannini che sempre di testa, anticipa il portiere Malizia e realizza il gol del 2-0 (la partita terminerà sul risultato di parità 2-2)

Il 28 ottobre 1984 avviene il passaggio di consegne tra il “Divino” Paulo Roberto Falcao e il “Principe” Giuseppe Giannini. Nell’aereo che porta la squadra a Torino dove è in programma la partita di campionato contro la Juventus, in una chiacchierata amichevole, il campione brasiliano, anticipa a Giuseppe che non riuscirà a giocare e che quindi, dovrà farsi trovare pronto, perché sarà lui il titolare in questa importante giornata. 

Giannini non trema e caricato dalle parole di Falcao, gioca una grandissima partita e nonostante la giovane età, prende per mano la squadra. La Roma scende in campo con la seguente formazione: Tancredi, Oddi, Bonetti, Nela, Buriani, Righetti, Di Carlo, Cerezo, Pruzzo, Giannini, Chierico.

La Juventus passa in vantaggio grazie al gol al 19’ di Briaschi e gioca con un uomo in più per l’espulsione di Bonetti. Sembra una partita decisa ma non è così perché su assist di Chierico, è proprio Giannini con l’esterno del piede destro a mettere a segno la rete del pareggio 1-1, risultato con cui si chiude la partita.

La carriera del “Principe” con la Roma è lunghissima e di episodi da raccontare ne potremmo avere davvero tanti.

Ne ricordiamo solamente alcuni, come ad esempio il derby di Carletto Mazzone quel 3-0 del 27 novembre 1994 targato Balbo, Cappioli, Fonseca, con Giannini portato in trionfo sotto la Curva Sud, in braccio da Benedetti e Annoni.

È stato un derby che è diventato leggendario perché durante la settimana, nessuno degli addetti ai lavori dava vincente la squadra giallorossa: tutti tranne la Roma intera, tifosi, squadra, staff, società, in quella partita c’è stata un’unione incredibile che si sentiva a pelle e che ha prodotto un risultato sensazionale. Un dominio clamoroso, una partita mai in discussione che poteva terminare anche con un punteggio più largo.

Altra partita da ricordare, è quella del 20 marzo 1994 allo Stadio Zaccheria di Foggia. La Roma è invischiata nella zona retrocessione, il baratro è vicino e una città intera si stringe intorno ai ragazzi giallorossi. Sono tantissimi i tifosi che si spingono a Foggia per una gara, che diventa drammatica al 17’ del primo tempo, quando De Vincenzo realizza il gol del vantaggio locale. Sembra tutto finito e invece al 74’ Giuseppe Giannini con una magia da fuori area, regala il gol del pareggio 1-1 alla Roma. L’immagine del “Principe” in ginocchio sotto il settore occupato dai tifosi della Roma e le sue lacrime, resteranno per sempre impresse in maniera indelebile nelle menti e nei cuori di chi ama la Roma.

L’ultima partita di Giannini con la nostra maglia, va in scena il 5 maggio 1996 allo stadio Franchi di Firenze. Avversaria è la Fiorentina che è allenata da un grande ex romano e romanista, Claudio Ranieri. È una partita giocata in maniera esemplare dai ragazzi di Carletto Mazzone, anche se al 10’ un po’ a sorpresa a portarsi in vantaggio è la squadra viola con Gabriel Omar Batistuta.

Subito dopo, sospinta dalle continue e interminabili magie di Giannini, autore di una prova entusiasmate, la Roma segna addirittura quattro reti. Al 19’ arriva il pareggio di Balbo su calcio di rigore, poi al 27’ il raddoppio di Delvecchio e al 33’ ancora il gol di Balbo, nuovamente su calcio di rigore. Ad inizio ripresa, è Delvecchio che cala il poker e realizza la rete del definitivo 4-1. 

La macchia che rovina una domenica perfetta, è quel maledetto cartellino giallo che l’arbitro Pellegrino, sventola sotto il naso del Capitano e gli nega la gioia di poter chiudere la sua carriera ufficiale, davanti al pubblico amico.

Il 17 maggio 2000 nel suo stadio, il Principe organizza la partita d’addio, una festa davanti a oltre 50.000 tifosi che riempiono l’Olimpico. Chiama a raccolta chi gli ha voluto bene, la sua gente sugli spalti e i suoi compagni di squadra in campo: quelli della Roma ma anche quelli della nazionale italiana. L’arbitro di questa partita è il signor Longhi.

L’organizzazione della serata, prevede che Giannini giochi il primo tempo con la maglia della nazionale italiana e il secondo tempo con quella della Roma ma purtroppo non sarà possibile, perché prima che cominci il secondo tempo, un numero impressionante di gente fa invasione di campo: vengono staccati pezzi di campo, zolle d’erba vengono portate via come trofei e anche i pali delle porte vengono sradicati.

La partita non può riprendere e chi vive tutto questo, dentro di se prova un magone perché il “Principe” non si merita tutta questa rabbia e questa situazione che purtroppo la gente sfoga nella maniera più sbagliata. Proprio chi gli ha voluto bene, lo sta tradendo, gli sta rovinando quella che invece doveva essere un’altra uscita di scena dal calcio. 

Giannini, in questa sua ultima partita, si deve accontentare di aver giocato con la maglia azzurra, ma non con quella della sua Roma. È in lacrime al centro del campo, guarda tutto quello che accade intorno a lui e abbracciato a due colonne della Roma, una passata come Bruno Conti e una futura come Francesco Totti, prende il microfono e trova comunque la forza e il coraggio per ringraziare la sua gente: “Scusate, sono emozionato, sono nervoso, purtroppo tutto questo è successo per un eccesso d’amore, per uno sfogo della rabbia di questi giorni… vi ringrazio comunque, anche se non doveva finire così ma con qualcosa di meglio, di ancora più bello”

Per la cronaca, al momento della sospensione il risultato era di parità 1-1 con i gol al 21’ di Voeller per la Roma e il pareggio al 35’ di Carnevale per l’Italia.

Queste le formazioni delle due squadre che sono scese in campo allenate da Azeglio Vicini e Carletto Mazzone:

Italia: Tacconi, Bergomi, Baresi, Vierchowood, Ferri, De Agostini, De Napoli, Serena, Carnevale, Giannini, Schillaci. 

Roma: Tancredi, Tempestilli, Righetti, Aldair, Maldera, Conti, Di Mauro, Prohaska, Boniek, Voeller, Rizzitelli. 

Nel 2013 Giuseppe Giannini, entra a far parte della Hall Of Fame:

“È un riconoscimento che mi lusinga e che accetto con grande entusiasmo. Sono davvero orgoglioso. Desidero ringraziare chi mi ha votato e considerato, questa è una delle cose più belle che mi siano successe. Con la Roma ho vissuto sempre tutto a 100 all’ora. I momenti belli e quelli meno positivi, il gol al Foggia come il rigore sbagliato nel derby: momenti attraversati innanzitutto da tifoso, non soltanto da calciatore. Per me la Roma è sempre stata più una questione di cuore che di professione” 

Giuseppe Giannini 

Campionato 319 partite e 49 gol 

Coppa Italia 79 partite e 19 gol

Supercoppa italiana 1 partita

Coppe europee 38 partite 7 gol

Totale 437 partite 75 gol

Nazionale maggiore 47 partite 6 gol

Nazionale giovanile 21 partite 1 gol 

Totale assoluto 500 partite 82 gol

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